Oggi ho visto morire un uccellino.
Era nato da poco e Zefiro, uno dei miei due gatti, lo ha preso dopo che era caduto sulla terrazza di casa. Non lo ha ucciso, lo teneva in bocca come una preda e scappava da me. Sono riuscito a strapparglielo e a chiudere il gatto in un'altra stanza. L'uccellino aveva due ferite, che ho bagnato; respirava in modo affannoso e veloce, ho provato a bagnargli il becco e lui ha dato qualche segno di vita, cercando di spostarsi, ma non ci riusciva: forse aveva una zampetta rotta. Zefiro mi seguiva dietro un vetro, saltava, il suo unico desiderio era quello di tornare a prendersi l'uccellino.
Poi l'uccellino ha rallentato il respiro, ha abbassato la testolina mettendola sotto il corpo, ed è morto (no, non era come nella foto, presa dal blog "Il cielo di un Cavaliere", era in una posizione molto più dolce e delicata).
Una cosa minima, in natura avvengono milioni di fatti del genere ogni giorno, forse ogni ora, ma a me ha raccontato molte cose.
Originally posted on carlofelice.vox.com
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