"Il Treviso" non esce (così come gli altri quotidiani del gruppo E-Polis) dal 17 luglio: sei colleghi della redazione vicini alla cassa integrazione e quasi tutti i collaboratori non pagati da mesi. Oggi se n'è accorto anche il sindacato dei giornalisti trevigiani, che poco fa ha diffuso uno dei comunicati di solidarietà più freddi e distaccati che si possano immaginare (leggetelo se non ci credete), infilandoci dentro anche la questione del contratto nazionale di lavoro che, direbbe il buon Tonino Di Pietro, non c'azzecca niente.
I maligni dicono che dietro queste due settimane di ritardo ci sia l'ostilità verso il gruppo E-Polis di alcuni consiglieri del direttivo, che riuscirebbero da tempo a condizionare sia il segretario provinciale sia il presidente. Ma sono soltanto voci maliziose e il tempo è galantuomo: ci penserà il tempo a dissiparle, così come il tempo ci dirà che segretario e presidente non sono certo così deboli da farsi influenzare da una minoranza. E il tempo smentirà altre cattiverie dei malpensanti, dimostrando senza tema di smentite che i colleghi del sindacato provinciale, senza esclusione alcuna, hanno agito e stanno agendo per il bene di tutti i colleghi (soprattutto di quelli in difficoltà) e non per quello della proprietà del gruppo editoriale per il quale lavorano.




