Mauro Lupi ci propone i risultati di una ricerca effettuata fra 400 giornalisti, che si occupano soprattutto di economia e di tecnologia. Ne emerge un quadro quasi idilliaco del rapporto fra giornalisti e blog. Per istinto ed esperienza sono scettico sulla bontà di quei risultati, ma sono ancora più scettico sul modo in cui è stata presentata la ricerca.
Leggetevi il pdf e non troverete, a fianco dei grafici, nessuna spiegazione di metodo; la quantità degli interpellati che emerge poi soltanto da un testo di presentazione, estraneo al documento e pubblicato sul sito della Digital PR. Quando poi leggo, a proposito dei blog, che i giornalisti li usano, ci credono e ne sono protagonisti, sale a galla il mio scetticismo, che cresce quando leggo questo riassunto:
* 1/3 dei giornalisti che hanno risposto al nostro questionario, li consulta quotidianamente.
* il 90% li ha consultati almeno una volta
* la grande maggioranza (il 78% del campione) li ritiene credibili, anche se come fonti da incrociare con altre.
* i 2/3 dei giornalisti contattati li considerano un “grande spazio di libertà”
* il 60%, infine, vede nel fenomeno addirittura le potenzialità di un fattore di cambiamento in grado di generare profondi mutamenti nel mondo dell'informazione.
Una ricerca da rivedere e da approfondire, magari evitando risposte come quelle di pagina 7, dove c'era la possibilità di rispondere che i blog sono generalmente credibili, "ma sono da verificare con altre fonti". Non vorrei fare il pedante, ma buona norma vorrebbe che qualunque fonte, se possibile, sia da verificare con un'altra.
Mi fermo a questi cenni: il rapporto fra blog e informazione è soltanto all'inizio e servirebbe un saggio intero per analizzarlo (se qualcuno vuole un testo rapido si fermi su questo Mantellini, d'annata ma sempre buono).
AGGIORNAMENTO DELLE 18.30. Che il campione di giornalisti che hanno risposto non sia specchio (neppure deformato) del mondo della stampa italiana, è dimostrato nell'ultima pagina della ricerca. Quasi il 50 per cento di coloro che hanno risposto dice di occuparsi anche di tecnologia, oltre il 40 per cento di economia, poco più del 10 per cento di cronaca e una percentuale analoga di politica. Anche chi, per sua fortuna, non frequenta abitualmente il mondo del giornalismo sa che sono percentuali irreali e sa anche che è più facile trovare persone che frequentano i blog se metà degli interpellati si interessano di tecnologia.
AGGIORNAMENTO DEL 16 SETTEMBRE ALLE 0.50. Antonio Sofi su Webgol segnala puntigliosamente tutte (o quasi) le carenze della ricerca di Digital Pr.




racconto senza pretese di un esattore in perenne attesa di giudizio
Posted by: fortunato zanotti | March 31, 2007 at 06:48 PM