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November 21, 2007

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concordo in parte con te, da giornalista e da internettiano (da giornalista e da mamma, direbbe la Palombelli).
ma mi viene in mente un esempio: quale giornalista - a proposito del teenager finlandese - avrebbe mai detto o scritto "aveva un arsenale e un telefono cellulare" oppure "aveva un arsenale e una casella di fermo posta"?

Rimango sbalordita: non ami la danza classica?!
Sono pienamente d'accordo, il problema è che Vespa - ma come lui molti - influenza l'opinione pubblica non solo su Internet. Vogliamo parlare del caso di Cogne? Vogliamo ricordare il contratto con gli italiani, eccetera, eccetera, eccetera? Vabè...la percezione che le persone hanno di internet rimane comunque variegata e il condizionamento, a mio parere, riguarda solo coloro che del web ne sanno poco o nulla. Internet non è il demonio, è uno strumento, la responsabilità del suo uso dipende da chi lo adopera.

io ho un grande rispetto per i giornalisti. veramente. solo che credo che il periodo d'oro, almeno quello dei grandi nomi ormai scomparsi, sia terminato.
ma questo non è colpa dei giornalisti, ma piuttosto dei proprietari dei giornali che, specialmente negli ultimi anni, fanno un gran ricorso a precari che si possono facilmente tenere per il collo. ma questo è valido in ogni azienda. le direzioni si avvalgono più volentieri di consulenti a progetto, o neoassunti ex precari, i quali faranno sempre e comunque quel che vuole la Direzione, visto che è grazie a loro che lavorano. è perfettamente umano, questo, ed io non credo mi comporterei diversamente.
hai detto una frase da sottolineare con tutti i tipi di plug-in ottici e sonori: il giornalista che verifica la notizia.
la scarsa credibilità di cui godono i quotidiani fa in ogni caso il paio con la scarsa stima verso i nostri rappresentanti in parlamento.
faccio un esempio: silvio berlusconi prosciolto dal reato di falso in bilancio. hanno applicato una sua legge, e vabbè. finito il processo, il reato di falso in bilancio è tornato ad essere un vero reato, con tanto di reclusione.
una notizia di questo genere non è che abbia avuto, almeno come la sto dando io, una grande risonanza. berlusconi assolto, prima notizia. il falso in bilancio nuovamente reato, altra notizia, data in fondo o in un'altra parte del giornale o del telegiornale, o magari qualche giorno dopo.
non vorrei essere ancora più lungo, e quindi noioso, con altri esempi magari al contrario.
solo, non vorrei aver letto chimsky e qualcun altro, negli ultimi tempi.
e però, questo tuo post mi fa tornare un po' di ottimismo: probabilmente altri non avrebbero speso del tempo per difendere la categoria dei giornalisti, almeno non in un blog.

In realtà dissento su un punto: se un giornalista non ama la danza classica, pazienza. Ma un giornalista che non provi interesse per Internet è esattamente come un giornalista che si opponga all'uso del telefono. Internet è un mezzo di comunicazione: più vasto e ramificato del telefono, certo, ma sempre mezzo di comunicazione è. E un giornalista che non la sa usare è come una ballerina che non mette le scarpette a punta: sarà sempre qualcosa di incompleto.

Quel che tu scrivi è in effetti vero; però l'errore che molti giornalisti stanno commettendo è di utilizzare un argomento, in parte sconosciuto alla massa, (prova a chiedere cosa sia un blog o YouTube a un "non addetto ai lavori" e vedrai che il concetto non è così chiaro) per fare notizia, per attirare l'attenzione!

Per esempio la frase "Il teen-ager è stato trovato in possesso di un arsenale che doveva servire per attaccare la ex scuola. Aveva anche un cellulare" non fa scalpore, perchè tutti quanti conoscono cos'è un cellulare, nessuno si sognerebbe di associare il cellulare al male...

Ma la frase "Il teen-ager è stato trovato in possesso di un arsenale che doveva servire per attaccare la ex scuola. Aveva anche uno spazio su YouTube" fa sicuramente scalpore, fa scalpore e induce coloro che non hanno conoscenza su Youtube, Blog ecc. a cadere nell'errore di associare questi strumenti come qualcosa "di brutto"!

Questo esempio potrebbe essere valido anche per altri settori e campi, e proprio per questo il giornalista ha una grande responsabilità, come ha una responsabilità il blogger o chiunque faccia informazione; se un Vespa se ne esce a dire che Internet è il male è probabile che qualcuno gli creda... esattamente come quando io e Gaspar ci siamo scambiati i blog e i lettori credevano a quello che leggevano sul blog di Gaspar, anche se non era lui a scriverlo, anche se io appositamente scrivevo post improbabili per lui.

Penso alla fine che ci vorrebbe un maggior controllo in questo senso, un controllo che prima di tutto dovrebbe partire dalla persona stessa, (sempre per tornare all'esempio di prima, Vespa che dice di non conoscere Internet e per questo crede che sia una cosa spaventosa è inaccettabile per uno che parla a milioni di persone) ma anche un controllo che possa evitare certe situazioni create espressamente da chi cerca a tutti i costi l'articolo che faccia scalpore senza riflettere troppo su quello che sta scrivendo.

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