Se Mafe De Baggis, Mantellini o Valdemarin chiedessero di iscriversi alla Fnsi
Per chi non lo sapesse la Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) è il sindacato unico dei giornalisti italiani. Mettete che un blogger italiano, uno di quelli che ho citato a caso nel titolo o un altro, uno di quelli che scrivono spesso e che sono considerati affidabili, chiedesse di iscriversi alla Fnsi senza essere iscritto all'Ordine dei giornalisti e senza aver mai fatto il giornalista in senso tradizionale. Non so se sia mai accaduto, ma provo a immaginarmi le facce un po' stupite di chi deve esaminare la domanda e la faccia meno stupita di chi riceverebbe la prevista risposta negativa: "Mi dispiace, non è possibile".
In realtà sarebbe semplice arrivare a quel punto: prima di tutto basterebbe abolire questo Ordine (più ci penso e più lo trovo inutile), dopodiché basterebbe fare quello che ha fatto la Nuj (National Union for Journalists), il sindacato che raccoglie 35mila giornalisti della Gran Bretagna e dell'Irlanda, che ha accolto fra i propri associati il primo blogger: Conrad Quilty-Harper di Engadget. La notizia era già stata anticipata la settimana scorsa nel suo blog da Jeremy Dear, segretario generale della Nuj: "Whilst we have hundreds, if not thousands of members who write blogs, this is the first person who earns their entire living solely from freelance blogging". Perché Quilty-Harper ha chiesto di entrare nel sindacato? Cliccando qui troverete la spiegazione e scoprirete comunque che non è tutto oro quel che luccica: il sindacato britannico ha accettato la domanda di iscrizione di Quinty-Harper non semplicemente perché è un blogger che fa informazione e può essere considerato giornalista a tutti gli effetti ma, prima di tutto, perché viene pagato da Aol, ossia da una compagnia che lavora nel mondo dei media.
A poco a poco, però, bisogna abbattere certe barriere anacronistiche, il che significa pensare ai media in modo nuovo (e non pensare invece ai "new media", categoria che ormai dovremmo cominciare a considerare superata). Qualche blogger non giornalista che scrive quotidianamente per qualche nanopublisher italiano, facendo anche ricerche approfondite e verificando le notizie prima di mettere online i propri post, è o non è un giornalista? E se è un giornalista, perché non potrebbe iscriversi al sindacato dei giornalisti italiani? Prima di arrivare a quel punto di strada ce n'è ancora molta da fare, purtroppo, come vi sarete già stancati di leggere su questo blog e come faceva ben notare Marco Mazzei un paio di settimane fa.


piuttosto che abolire l'Ordine, la FNSI sarebbe capace ad inserire una terza categoria: giornalisti, pubblicisti e blogger :(
Posted by: .mau. | November 13, 2007 at 10:33 PM
Bisogna però dire che molti blogger ultimamente si danno arie da giornalisti di lungo corso. Giornalismo, a mio avviso, non è semplicemente indipendenza di pensiero, ma soprattutto rispetto di un codice etico dichiarato e assunzione di responsabilità, in primis di fronte a un direttore. E, soprattutto, a me pare giornalista chi vive e lavora nel settore, gli altri sono amatori che in fin dei conti non rischiano uno stipendio. Certo, rischiano una querela per diffamazione, ma non a mezzo stampa, un'aggravante di meno. Ma mi piacerebbe sapere il tuo parere, io sono solo un giovane collega dell'agroalimentare.
Posted by: Carlo Odello | November 30, 2007 at 09:13 PM