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December 05, 2007

Giorgio Bettio, le SS e le agenzie soppiantate dai giornali online

Qualcuno di voi forse ha letto la storia del consigliere comunale di Treviso che ha parlato delle SS (Repubblica.it, Corriere.it). Se volete ascoltare l'intervento di Giorgio Bettio, lunedì in consiglio comunale a Treviso non avete altro da fare che un clic su questo link (i diritti di riproduzione del file registrato da Marco Gasparin, che per ora non potete trovare da nessun'altra parte - i mass media tradizionali parlerebbero di "esclusiva" -, sono gli stessi specificati qui).

Ciò che avevo da dire l'ho già scritto brevemente su Rubro signanda lapillo e condivido ciò che ha scritto più estesamente Paolo Calia. Questa storia è un tipico esempio di delirio massmediale e non voglio aggiungere molto altro. Non voglio neppure sottolineare che, pur essendo lontano, molto lontano dalle posizioni della Lega, devo dire che il titolo di Repubblica.it (Treviso, la Lega sugli immigrati "Usiamo gli stessi metodi delle SS") è completamente sbagliato. Come è sbagliato quello di Corriere.it (Treviso, proposta choc della Lega "Immigrati, servono metodi nazisti"). Non forzati, proprio sbagliati. Non voglio neppure dire che l'Ansa (e di conseguenza i giornali online) ha sbagliato a citare soltanto la Tribuna di Treviso perché ieri le dichiarazioni di Bettio erano su tutti i giornali locali, anche in modo più evidente. Non voglio dirlo perché di sbagliare capita a tutti, a me per primo, e capita soprattutto perché si cerca di fare qualcosa.

No, quello che è sfuggito per forza a chi non vive in redazione è una sorta di cambio di prospettiva dei giornali tradizionali (non è il primo caso, ma è accaduto anche ieri). Non è più l'Ansa (e le altre agenzie) a dettare i tempi, sono sempre più frequentemente i principali giornali online (che pure sono fatti in gran parte con le agenzie). Ieri in buona parte delle redazioni non si è cominciato a parlare con più frenesia della notizia quando l'ha data l'Ansa (alle 12,48, se non ricordo male), ma a metà pomeriggio, quando l'hanno scritta in prima pagina i siti internet di Corriere della Sera e Repubblica. Non è un sintomo secondario.

Disclosure: sono il capocronista dell'edizione di Treviso del Gazzettino.

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(dopo essermi sentito tutto l'intervento)
Se ho capito bene il tuo penultimo capoverso, adesso non solo si copia (cosa che si faceva già prima), ma si copia il titolone e non la notizia, che in quel caso non ci sarebbe assolutamente stata.
Insomma, autoreferenzialità spinta? ;-(

Va bene, Bettio è un signor nessuno, la sua parola ha un peso specifico pari a zero, tuttavia rimango con il dubbio: bene o male siede fra le fila di un consiglio comunale e se si decide di ignorare quello che esce dalla sua bocca, inevitabilmente, si toglie autorità (delegittimare forse sarebbe troppo) all'intero consiglio, ad ogni suo componente. Ricordiamoci che in quei banchi siedono i rappresentanti della cittadinanza, delle istituzioni, non i verdurai del mercato ortifrutticolo. Voglio dire che, benché Bettio sia uno che parla solo di auto e motori, occupa comunque un posto all'interno di un luogo che dovrebbe mantenere una certa autorità e valore. Allora le soluzioni sono due: o diciamo che i componenti del consiglio comunale non hanno alcuna autorità e le loro parole finiscono nel dimenticatoio, a questo punto delegittimando davvero l'organo. Oppure ammettiamo che alcuni suoi componenti sono indegni di sedere fra quei banchi, di conseguenza dovranno essere presi provvedimenti contro di essi perché sloggino al più presto. La terza strada, quella di lasciar passare le parole di Bettio senza muover foglia, come se a parlare fosse stato un bambino di 5 anni irresponsabile delle sua azioni, a mio parere sarebbe una grave mancanza.
b.

@.mau. Fortunatamente ci sono anche valide eccezioni, ma vedo nell'informazione moderna una diffusione sempre più vasta di un preoccupante pressapochismo. Che molti lettori non disdegnano, a giudicare dal successo di alcune testate, e questo mi rattrista.

@beatrice Ho parlato dell'aspetto giornalistico della vicenda, non dei contenuti. Comunque non voglio nascondermi dietro un dito e non ti nascondo che non siamo d'accordo. Quando un parlamentare di sinistra disse che avrebbe portato volentieri la mummia di Lenin a Roma, nessuno ha pensato che volesse indicare all'Italia la strada della dittatura sovietica, sbaglio? Fu presa come una battuta e nulla più. Ed era un parlamentare. Un oscuro consigliere comunale di Treviso dovrebbe invece dettare la linea politica della Lega? (e nota, insisto, che parla uno che ha poche o nulle affinità con il pensiero leghista, lo sai bene).

La mia non era una contestazione della libertà di parola, quanto sul senso di responsabilità che chi occupa certe cariche dovrebbe avere. Se non è la persona stessa a rendersi conto delle cialtronaggini che dice, è giusto che siano altri ad accorgersene e farglielo presente. Con tutte le conseguenze del caso, fra le quali alzare un polverone su qualcosa a cui siamo drammaticamente abituati.

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