Ogni lettore ha il giornale che si merita
Ma non esiste un editore che abbia il coraggio di fare un giornale serio? Senza l'oroscopo, senza titolisti, senza rigori negati, senza bufale? Senza false biografie agiografiche di imprenditori, senza passare le veline degli uffici stampa. Con poca politica, un minimo di cronaca non morbosa, tutte le inchieste che i soldi che ci sono permettono (lo so che costano).
Io mi abbono, lo giuro.Massimo Morelli in un commento a un post di Massimo Mantellini sulla meningite.
A parte la storia dei titolisti, che non capisco (il problema non è avere persone che fanno i titoli, è avere persone che fanno i titoli giusti), mi abbonerei anch'io. Però devo insistere su una cosa che mi è cara e ripeterla fino alla noia: la colpa della scarsa attendibilità di molti giornali dipende sia dalla mancanza di coraggio di editori, direttori e giornalisti, che ritengono che gonfiare una notizia la renda più leggibile e appetibile per il pubblico, sia dall'ignavia dei lettori: a molti di loro interessa poco che la notizia sia falsa, interessa di più che dia ragione alle proprie opinioni. Vanno in edicola e comprano il giornale che li ha ingannati il giorno prima, sono gli stessi che non andrebbero mai al supermercato a comprare lo stesso caffè cattivo che hanno appena buttato via.
Questo non significa che i giornali non debbano cambiare, non siano obbligati a cambiare. Perché Beppe Grillo non ha ragione, ed è facile da dimostrare, ma se va avanti così troverà sempre più persone che per opportunità sono pronte a dargli ragione. E potrà continuare a scrivere cose che, fortunatamente, valgono soltanto per una minima parte di (pseudo)giornalisti: "Gli ultimi a sapere in Italia sono sempre i giornalisti. Sono specializzati nelle notizie post datate. Le danno quando possono. E possono darle quando ricevono l’ordine di scriverle". Questo era in un post di oggi su Alitalia. Beppe, sei un po' in ritardo anche tu: post su Alitalia ne hai già pubblicati più d'uno, come mai scrivi soltanto adesso quello che avresti potuto dire ben prima? Tu non hai padroni e avresti potuto farlo, no?







Mah, se guardiamo la TV i programmi mediamente più seguiti sono quelli di informazione: telegiornali, programmi 'di approfondimento' (che poi non approfondiscono un bel nulla e sono solo vetrine)
Che poi siano loro stessi (come la TV) dei "programmi contenitore", ben poco informtivi non è del tutto colpa degli utenti ....
... ma possibile che tra i pochi a fare "indagini sul campo" mi vengano in mente solo "striscia la notizia" e Beppe Grillo?
Ma gli altri fanno solo rilanci di agenzie?
Scusa la polemica. Non ce l'ho con te, anzi. Il fatto è che mi sembra che l'idea del "reportage" sia sempre più estranea al giornalimo di questi giorni
Prontissimo a ricredermi, se del caso
In ogni caso buon anno.
Posted by: Herr Doktor | December 30, 2007 at 06:28 PM
Il problema è che Grillo troverà sempre più blogger disposti a credergli.
Io non ho mai fatto la uerra ai blogger, ma sono loro a farla ai giornalisti, ormai per vezzo, credo.
Posted by: Andrea | December 30, 2007 at 06:45 PM
Riguardo ai titoli, forse Morelli si riferiva ai "titolisti etilici", come li definisce il titolare di Daveblog. ;-)
Posted by: svaroschi | December 30, 2007 at 07:11 PM
Infatti. Ormai tutti i giornali sono passati ad uno stile di titoli francamente ridicolo. Un lascito di Feltri, forse. Sono questi titolisti che mi piacerebbe abolire.
Poi credo che tu abbia in parte ragione a dare la colpa ai lettori. Però ad inseguire la maggioranza si finisce con il perdere la minoranza. L'unico giornale a cui sono abbonato ora non è italiano.
Posted by: Massimo Morelli | December 30, 2007 at 07:41 PM
Forse ne parla solo ora perché come aveva già detto 2 anni prima "Alitalia diventerà una compagnia low-cost, a basso costo, di Air France perché Berlusconi e Lunardi l'hanno svenduta" magari voleva solo essere sicuro di quello che aveva detto, o magari non gliene frega nulla, ha un blog mica il Corriere (anche se a momenti più letto) ... non credo sia questo il problema.
I giornali li leggo solo online e ne hanno parlato di Alitalia, ma come? I giornalisti quelli che fanno il loro mestiere fanno inchieste e spesso rischiano la pelle, vanno a fondo alle questioni e non si limitano a notizie sommarie o riportare stralci di agenzia, l'informazione in Italia è poca e quella poca e fasulla, con questo non voglio dire che sia colpa dei giornalisti, anche loro devono pagare le bollette ... credo che sia la categoria più sofferente in questo momento, almeno quelli che vorrebbero fare il giornalismo serio ... gli altri sono felici di servire purché a pancia piena!
Buon Anno.
Posted by: UMI | December 30, 2007 at 08:11 PM
Francamente non ho capito sta storia degli articoli su Alitalia. Qualcuno dice che i giornali italiani non hanno mai parlato dei disastri di Alitalia? Ma dove vivete? O semplicemente, leggete i giornali qualche volta? Non dico cose strane, basta l'Espresso o Repubblica. Negli ultimi anni ricordo pezzi su pezzi su gli stipendi dei piloti, sulle hostess andate in pensione a 35 anni, sui buchi di bilancio, sull'ufficio che inventa i nomi dei nuovi aerei, sui manager di nomina politica...Ci sono milioni di motivi per criticare la stampa italiana, però bisognerebbe almeno leggerla
Posted by: emanuele chesi | January 03, 2008 at 05:49 PM
No, non esiste, poiché quelle cose portano tanti soldi nelle tasche degli editori!
Posted by: Nicola | January 24, 2008 at 05:05 PM