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February 26, 2008

Bettio, SS e dintorni: quando la politica strumentalizza i blog

Una volta erano soltanto siti per pochi eletti, ora si stanno diffondendo e rischiano le stesse strumentalizzazioni di tante altre forme di comunicazione. I blog, naturalmente. Ne parlo perché è accaduto a me, proprio oggi pomeriggio.

Vi ricordate quel consigliere comunale di Treviso, Giorgio Bettio, che parlò della legge del taglione e delle SS («Uno a dieci»)? Era l'inizio di dicembre e le sue parole occuparono per un paio di giorni anche qualche colonna sui giornali nazionali. Io ne scrissi su questo blog, semplicemente per dire che la citazione delle parole fatta prima dall'Ansa e poi dai quotidiani online era sbagliata, che Bettio non aveva mai detto le parole che gli venivano attribuite. Basta leggersi il post per capire che non ero entrato nel merito (e me ne sarei ben guardato, visto che disapprovavo comunque il contenuto del suo intervento). Insomma, in piccolo ho scritto una cosa simile alla ben più completa analisi dell'intervista di Oriana Fallaci a Kissinger fatta da Mario Tedeschini Lalli. Bettio oggi ha annunciato in consiglio comunale il cambio di partito, dalla Lega Nord a Progetto Nordest, e nel corso del suo intervento mi ha citato. A sproposito. Il pdf della parte che mi riguarda lo trovate qui, in sostanza ha cercato di utilizzare il mio post per accreditare la tesi che l'interpretazione data alle sue parole era falsa e tendenziosa, che lui non aveva mai detto niente neppure lontanamente simile a ciò che gli era stato attribuito.

Non posso tacere, sia perché non è vero quello che è stato detto durante il consiglio comunale di oggi sia per il piccolo ruolo pubblico che ho, in quanto capocronista dell'edizione di Treviso del Gazzettino. Il signor Bettio si rilegga quel post che lui vorrebbe utilizzare per difendersi e non ci troverà alcuna comprensione per la sua frase sulle SS, troverà soltanto una riflessione, tutta interna al mondo giornalistico, sulla correttezza di ciò che viene riportato fra virgolette nelle interviste (a quella riflessione e a nient'altro si riferiva il mio riferimento al "delirio massmediale"). Il signor Bettio ha citato nel suo intervento soltanto alcuni brani del mio post (togliendo il senso originale al mio discorso) e ha tralasciato (non so se volontariamente o no) di citare altri passaggi dei miei blog che lo avrebbero clamorosamente smentito: se soltanto avessi condiviso anche soltanto un centesimo delle sue parole, non avrei di certo scritto su "rubro signanda lapillo" un post in cui riportavo il commento di Massimo Gramellini e un caustico giudizio su di lui del mio collega Paolo Ferrandi: "Andrebbe aiutato con uno psicologo per farlo uscire dal suo inferno
privato, perché una vita così piena di rancore non deve essere felice".
Una richiesta, per concludere: se un giorno dovessi essere d'accordo soltanto con alcune delle parole di Bettio che potete ascoltare in questo file, per favore riaprite un manicomio e tenetemi lì fino alla fine dei miei giorni.

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Coraggio, Carlo. Si vede chiaramente che ha bisogno di un nome per puntellare il ragionamento.

Io non sono un nome, ma se a lui basta aver me come faro, gli lascio la soddisfazione. Mi basterebbe che capisse quello che scrivo, ossia che il mio post non aveva niente a che vedere con la politica. Ma forse chiedo troppo.

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