La passione dei giornalisti per la procedura
Lasciando perdere ogni considerazione sull'importanza dell'Ordine dei giornalisti (e anche degli altri ordini...), resta il fatto che può tuttora incidere sulla mia vita professionale. Supponiamo che siate un giornalista e che vi capiti la sventura di essere sottoposti a un procedimento disciplinare (è un caso di scuola, fortunatamente non mi sta accadendo nulla di ciò). Ecco tutte - e sottolineo "tutte" - le norme che devono essere seguite durante il processo (articoli 56 e 57 della legge istitutiva dell'Ordine):
56. Procedimento
Nessuna sanzione disciplinare può essere inflitta senza che l'incolpato sia stato invitato a comparire davanti al Consiglio.
Il Consiglio, assunte sommarie informazioni, contesta all'incolpato a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno i fatti che gli vengono addebitati e le eventuali prove raccolte, e gli assegna un termine non minore di trenta giorni per essere sentito nelle sue discolpe. L'incolpato ha facoltà di presentare documenti e memorie difensive57. Provvedimenti disciplinari: notificazione
I provvedimenti disciplinari sono adottati a votazione segreta.
Essi devono essere motivati, e sono notificati all'interessato ed al pubblico ministero a mezzo di ufficiale giudiziario entro trenta giorni dalla deliberazione.
Chiaro che ogni Ordine regionale segua un proprio procedimento, con proprie regole. Non dico inventate a capocchia, ché per fortuna negli Ordini ci sono molti colleghi intelligenti,ma sicuramente diverso l'uno dall'altro. A proposito: oltre 40 articoli della stessa legge sono dedicati all'iscrizione all'Ordine, alla composizione dei vari consigli e alla convocazione delle varie assemlee. Credo siano previsti anche casi che non accadranno mai.


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