Una raffica di email ha … colpito oggi i 390 giornalisti delle 4 testate del Gruppo Poligrafici Editoriali (Il Resto del Carlino, La Nazione, Qn e Il Giorno). La direzione del personale ha trasmesso, con questa procedura veloce e senza costi, una “nota informativa” con la quale l’amministratore delegato Andrea Riffeser Monti annuncia tagli (pari al 13 per cento dell’organico complessivo) e sacrifici, ma anche “l’assunzione definitiva di 25 giovani giornalisti”. Una cinquantina di giornalisti rischiano di perdere il posto.
L'ho trovato scritto oggi nel sito di Franco Abruzzo. Contrariamente ad altri, non mi stupisco molto: se gli editori italiani non sono forse tra i più lungimiranti e hanno fatto poco per evitare di giungere a questa situazione, mi pare chiaro comunque che siamo anche in Italia all'inizio di un processo che negli Stati Uniti hanno cominciato a vedere da anni. La situazione della Poligrafici si ripeterà in altri giornali, la crisi del modello tradizionale di informazione comincia a farsi sentire concretamente. Editori e giornalisti, credo di averlo detto più volte, devono ora dimostrare di essere all'altezza delle trasformazioni. Ce la possiamo fare a superare la crisi, a patto di non essere convinti di essere eterni.
Mi viene in mente la parte finale della "Coscienza di Zeno":
Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno piú, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' piú ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.


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