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October 21, 2007

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Daniele Minotti

Sai, la citazione e' sempre cosa rara...
Ti dico io bene come e' andata ;-)
In settimana, nella lista dei Giuristi Telematici (www.giuristitelematici.it), Valentino (che e' giurista che sta in Rete da una vita, anzi era nelle BBS) lancia la cosa. La riprendo sul mio blog e vengo a sapere che, il giorno dopo, Paolo avrebbe pubblicato qualcosa citando Valentino.
Venerdi' intorno all'ora di pranzo sento Manlio al telefono e decidiamo di scrivere qualcosa per Interlex. Intanto, mi dice quello che mi era sfuggito e, cio', che tempo prima ne aveva parlato lui.
Si', direi che il primo a sollevare questioni e' stato proprio Manlio.
Ad ogni modo, non so se abbia senso fare questo genere di *gare*. Certo, spiace non essere citati, ma anche se Beppe Grillo sembra aver fatto la parte del leone, l'importante e' che se ne parli (magari senza scrivere certe sciocchezzo che ho letto in giro, ma e' un altro discorso...).

massimo mantellini

Scusate se insisto ma qui non si tratta di stabilire esattamente il progenitore di una notizia (ok, manlio, minotti spataro ecc) ma di capire come certe notizie possono essere usate e per cosa. Il gioco non pulitissimo di molti in questi giorni e' stato quello solito di usare le citazioni in maniera interessata (un po' la logica solita di casaleggio con di pietro che cita grillo che cita di pietro ecc). E che Levi alla fine scriva una lettera a Grillo sulla faccenda (o che Gentiloni si riferisca a Grillo nel suo post) proprio a lui la cui radeazioen ha celto per interesse di non citare nessuno forte della propria audience, mi pare inteerssante e pericoloso assieme. Il punto centrale e' che o si fa "etica di rete" (diciamo cosi') usando la citazione in maniera trasparente o si fa come si e' fatto sui media fino a ieri incoraggiando e usando la citazione per fini propri. Questo volevo dire. saluti.

Carlo Felice Dalla Pasqua

A Daniele e Massimo: non ho cercato di ricostruire la vicenda perché qualcuno potesse dire, come nelle parodie dei ciclisti, "sono arrivato uno", ma per capire come mai Levi e Gentiloni avessero citato Grillo al posto di chi aveva sollevato per primo il problema. Lo ripeto: la cosa fa parte di un meccanismo dell'informazione italiana attuale, che può essere riprovevole ed esecrabile ma non negabile.

Che poi Grillo o la sua redazione potessero comportarsi in modo diverso dai cosiddetti mainstream media - visto che non perdono occasione per criticarli - è altrettanto vero. E non mi pare di averlo nascosto: "mi meraviglio un po' che Grillo o la sua redazione non abbiano scritto dove avevano letto la notizia, come invece ha fatto onestamente Punto Informatico, ma questo è un altro discorso, che non avrebbe influito sul comportamento di Levi e Gentiloni".

Buona domenica a tutti :-)

Luca Lodi

Condivido con te il fatto che sono i media "forti" a fare la differenza sulla rete; però chi per primo ha dato l'allarme non mi interessa.

La cosa che mi preme è allontanare la preoccupazione che quel disegno di legge sull'editoria, se così come scritto venisse convertito in legge, sarebbe un problema per i blogger: no, i blogger non sono coinvolti!! Non mi pare proprio.
Non rientrano, a mio giudizio, né i blogger nell'ambito soggettivo del testo unico né i weblog in quello oggettivo.
Secondo me è sufficiente una rapida interpretazione letterale ed una sistematica per comprendere come i blogger siano esclusi dalla normativa che riguarda l'Editoria e non ogni pensiero messo online.

Certo, qualche blogger che fa davvero attività editoriale potrebbe essere coinvolto, così come qualche sito web che pubblica ogni giorno notizie per i lettori senza scopo di lucro e essere registrazioni in tribunale (con il DDL potrebbe dover adempiere all'obbligo di registrazione di cui al testo unico), ma in linea generale i siti personali, aziendali e soprattutto i weblog non avrebbero nulla a che fare con il testo unico sull'editoria.
Il weblog non è "prodotto editoriale" e i pensieri dei blogger non sfociano in alcuna "attività editoriale".

Qualcosa l'ho spiegato nel mio ultimo post
http://www.lucalodi.it/2007/10/21/ddl-editoria-e-gia-sono-polemiche-dal-web-ma-i-blogger-non-sono-coinvolti/

Buon inizio di settimana :)
Luca

Lo psicologo

Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

Non vedo dunque la necessità di restringere l'accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

E poi scusate... ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire...) attraverso l'indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

Non vi pare un po' incoerente, per non dire di peggio?

rectoscopy

Secondo me si sottovalutano le ricadute occupazionali del DDL Levi-Prodi

Lo psicologo

Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

Non vedo dunque la necessità di restringere l'accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

E poi scusate... ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire...) attraverso l'indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

Non vi pare un po' incoerente, per non dire di peggio?

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