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October 15, 2007

Comments

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massimo mantellini

Carlo,
per chiarire quanto mi compete:
non sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti

saluti

M.

Carlo Felice Dalla Pasqua

Meglio ancora (per ciò che volevo dire nel post e che mi auguro si sia capito). Spero che ci sia qualcuno più autorevole di me in grado di capire la piccola rivoluzione nascosta dietro questa bella operazione del Sole 24 Ore. E spero che il contagio si propaghi (non a casaccio, naturalmente).

vic

Ma parliamo di rivoluzione perché c'è in ballo San Francisco, ed essere mandati là è percepito comunemente come una sorta di viaggio premio?
Perché nei primi anni '90 quando scrivevo per Repubblica (specifichiamo: per l'inserto Affari e finanza, ci fossero mai contestazioni) pur non essendo giornalista ma solo un giovanotto chiamato a collaborare in base - credo - a una qualche competenza dimostrata scrivendo sulle BBS dell'epoca, mi sono sorbito una quantità di convegni e presentazioni e qualche trasferta Roma-Milano. E come me molti altri.
Dunque, domanda non retorica né provocatoria, è l'estero il discrimine per reputarla una rivoluzione?

Carlo Felice Dalla Pasqua

No, non è questione di estero. Provo a spiegarmi pur senza conoscere il tuo caso.

Nei giornali "mainstream" c'erano e ci sono molte persone, soprattutto giovani, che collaborano senza essere giornalisti (e nei primi due anni, per il perverso meccanismo di accesso all'Ordine, non possono in alcun caso essere giornalisti, a meno di un'improbabile assunzione diretta come praticanti). Si tratta però di persone che hanno qualche aspirazione, che solitamente vogliono fare i giornalisti (a tempo pieno o come collaboratori), e che cominciano a lavorare accettando a volte di farsi sfruttare e facendo ciò che solitamente i redattori non hanno voglia o tempo di fare.
Nel caso del Sole (o di Nòva) e dell'Web 2.0 Summit credo invece che non sarebbero mancati i giornalisti della testata pronti ad andare per tre giorni a un evento così importante, con un panel del genere. Invece il giornale ha preferito mandare Mantellini (che non si trovava lì per motivi suoi, altra grande differenza con altri collaboratori esterni), proprio come avrebbe fatto con un inviato.

Non sto dicendo che sia la prima volta che accade, sto dicendo due cose diverse:
1. che è un caso emblematico della direzione che stanno prendendo l'informazione e il giornalismo;
2. che Ordine e sindacato devono smetterla di difendere fortini che si stanno sgretolando dall'interno: la battaglia va fatta sulla vera professionalità e sulla competenza, non sul fatto di avere o non avere un tesserino che dà qualche privilegio.

Perdonatemi la lunghezza, spero di essermi spiegato un po' meglio. Anche se non pretendo che si tratti di un'opinione condivisa.

roberto dadda

Fatemi capire per favore: quale è la differenza tra mandare mantellini in california e mandare un altro delle migliaia di collaboratori non iscritti all'ordine a concorezzo a coprire una qualsiasi notizia di cronaca?

bob

massimo mantellini

Carlo,
vedo che si sono scatenate (specie nei commenti sul mio blog) illazioni assai fantasiose su questa cosa. Io non ho molto da dire non volendomi sostituire a chi queste decisioni ha preso, pero' sappi che secondo me hai visto giusto. Ci sono nuove aperture che secondo me sono molto significative. saluti da SF.

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